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La bellezza di pagare in anticipo

Sto facendo un po' di lavoretti sul mio sito e mi sono appoggiato a una figura esterna. E pagare in anticipo mi ha fatto piacere.
Pubblicato il 28 Febbraio 2024

Anzi, no: parla di come guardare il modo di lavorare sia un modo per vivere il mondo in un certo modo.

Vale la pena dirlo perché spesso parlo di altro: cose che mi sono piaciute o temi che mi stanno a cuore.

Cose che potrebbero essere utili a chi mi segue professionalmente, e magari ritiene interessante leggere ciò che scrivo.

Ecco, questa volta faccio uno strappo e racconta una cosa un po’ diversa.

Antefatto

In questi giorni, questo sito compie cinque anni.

Un quinquennio piuttosto lungo, che è cominciato con la fine di un’esperienza professionale e l’inizio di una nuova, in un contesto geopolitico completamente diverso (purtroppo) e con tantissime, troppe cose che sono diverse da oggi.

Mi sono appoggiato a un collega e amico, Fabio Viassone, che in realtà ho conosciuto in occasione di un evento verificatosi il 21 marzo del 2013: un reading.

Io leggevo una roba che avevo scritto, e lui suonava.

Negli anni ci siamo ritrovati perché nel mentre si è messo a fare il web designer.
Mi è capitato di fare qualche progetto con lui, in azienda e non, direi con reciproca soddisfazione.

Fabio non è il primo professionista che coinvolgo nella gestione del mio sito.

Ho sempre avuto la policy di pagare in anticipo le persone cui mi appoggio, perché parto sempre dal presupposto che sul lavoro la regola debba essere una, e una solamente: tratta le persone come vorresti esser trattato tu.

Questa semplice regola, talvolta, è stata disattesa.

Si dà il caso, infatti, che fra le persone che hanno lavorato sul mio sito negli anni passati abbia incontrato anche persone che pur ricevendo il pagamento in anticipo abbiano svolto, diciamo così, “non bene” il proprio lavoro.

No, non dirò i nomi perché non è importante.

Diciamo che pur in presenza di un pagamento (talvolta anche sopra il pattuito) le cose lasciate malfatte sono state diverse.

È stata una delle cose che con Fabio abbiamo rilevato in quest’ultimo anno, e che per essere risolte era necessario investire altre ore.

File inutili caricati sul sito (peso complessivo di tutta la macchina: 4 giga. Manco la NASA).
Copie a caso del sito sul server con puntamenti a installazioni inutili.
Una sommaria gestione del database.
Insomma, un gran casino.

Pagare in anticipo quel fornitore non mi ha aiutato, anzi. Non avevo neanche la leva per interrompere l’incarico e rivolgermi altrove.

Conclusi il lavoro (anche se ho poi appurato che era stato svolto male) e poi dovetti rivolgermi a un altra figura.

Per questo anticipare è una scelta che, se praticata, rischia di rivolgersi contro chi la pratica. Anche per questo le persone tendono a escluderla come soluzione.

Il concetto poi l’ho sempre applicato anche ai miei clienti.

Ho sempre accettato pagamenti posticipati, anche di diversi mesi, perché parto dal presupposto che se lavoriamo assieme, siamo partner.

Cosa che talvolta non ha… pagato, in tutti i sensi.

Certo, so di non essere il solo ad approcciarmi a così.

Ad esempio un mio ex cliente, che per trasferire la sua app mobile dai server del vecchio fornitore a uno nuovo ha incaricato una piccola software house di procedere.

L’incarico viene dato a febbraio 2023. Il mio ex cliente, pur in ristrettezze economiche, paga in tre tranche perché crede molto nella fiducia verso il fornitore.

Lo seguii gratuitamente per quella fase, anche se il mio incarico era concluso, parlando anche a nome suo al fornitore in questione e spiegandogli la situazione.

Mi sembrarono anche brave persone, al telefono.

Beh, l’ultima volta che l’ho sentito per un saluto amichevole, a gennaio 2024, il mio ex cliente mi diceva che il lavoro non era ancora compiuto. Questo nonostante gli accordi fossero di chiudere tutto entro maggio 2023.

Ha pagato in anticipo, e il fornitore ancora si prende gioco di lui millantando tempi tecnici da rispettare.

Eppure.

L’affitto del sole si paga in anticipo prego

Nonostante queste storie, credo che un mondo dove si possa pagare in anticipo qualcuno sia un mondo bello.

Dove non c’è bisogno di aver paura che ci sia la gabula, dove si può lavorare con più serenità, dove in fondo è bello anche sapere che i tuoi soldi arrivano a una persona che potrà veder ripagato il suo lavoro senza dubitare di te.

È un esercizio di civiltà, un seme per cambiare il mondo partendo da una cosa stronza come i soldi.

Ecco.

Mentre facevo il debug del mio sito, e scrivevo a Fabio mentre mi aggiornava sulle cose che stava facendo con l’assistenza di SiteGround e si scervellava per capire come mettere a posto i casini lasciati dal precedente fornitore, pensavo che mi rende un po’ orgoglioso essere il cretino che paga in anticipo.

Che ha buttato i soldi a volte.

È stato truffato, a volte.

Che quando invece dei soldi c’era una prestazione, ha fatto fatica a riprendere ciò che era dovuto.

Però credere che questo sia un mondo dove ti puoi prendere il lusso di pagare in anticipo, è una cosa che mi fa sentire bene.

E succederà ancora, che me la prenderò là dove non batte il sole.

Ma pensare che in giro ci sono persone come Fabio o come quel mio ex cliente, che ti ripagano quando paghi in anticipo o non hanno paura di essere truffati, allora mi fa pensare che tutto questo non significhi essere stupidi.

Significa credere che ci sia spazio per le brave persone.

Ci tenevo a dirvelo, e sì, anche a fare un po’ di pubblicità al mio attuale supporto per le attività di web design, Fabio Viassone.

Se l’è meritato.

PS: continuate a seguirmi, che qualcosa di design sicuro faremo 😉


Lo sai che oggi faccio anche il Consulente di #BrandRegenerationContattami per parlarne 🙂

Foto di Q K da Pixabay

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