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Il modem, l’urgenza e la domenica

Ho chiesto un cambio modem e l'efficienza del mio fornitore mi ha stupito positivamente. Facendomi però anche riflettere.
Pubblicato il 20 Agosto 2022

E sabato, e sto scrivendo alla mia scrivania quando ricevo una chiamata. È il mio operatore telefonico che mi vuole fissare l’appuntamento per la sostituzione del modem, che ho deciso di cambiare approfittando di un’offerta.

“Se vuole può venire già domani”, mi dice.

Trasalisco.

“Come domani? È domenica”.

“Sì sì, ma noi lavoriamo anche domani”.

Interessante, mi dico: sostituiscono i modem anche alla domenica.

Comincia un’interessante conversazione agrodolce.

Cambiare di domenica un modem che non è urgente cambiare

In pratica, appuro che il mio operatore è molto efficiente: quando un cliente chiama, nel giro di 48 ore sta già smarcando la sua richiesta. D’altronde, io sono un ottimo cliente: ho ben tre utenze registrate, pago regolarmente, perché dovrebbero trascurarmi?

Chiedo però contezza di questo particolare, della domenica e del mio modem.

Voglio dire, il modem già in mio possesso funziona benissimo: non ho fatto una richiesta d’intervento urgente per ripristinare un servizio, semmai ho chiesto un upgrade.

Però anche questo tipo di richiesta è assimilabile a un’urgenza: se voglio, posso avere il mio modem nuovo già in un festivo.

Interessante.

Al mio interlocutore chiedo se sia normale ascrivere un caso come il mio come da smarcare il più presto possibile, e se soprattutto c’è tanta gente che come me si fa sostituire il modem di domenica quando non ce n’è bisogno.

La risposta è affermativa.

Rimango interdetto e rifletto.

Loro lavorano alla domenica, hanno la reperibilità, ma non solo per i disservizi: anche per le operazioni normali, quelle di tutti i giorni.

E quando si riposano?

Le priorità che cambiano

Io francamente di far muovere una persona alla domenica, per anticipare di 24h qualcosa di cui posso fare a meno, oggi non me la sono sentita. Che senso ha? In fondo nel giro di un giorno avrò più banda, un wi-fi più forte, ma non è che quello di oggi mi impedisce di guardarmi Atlanta fino a notte fonda su Disney+. Ho bisogno di un wi-fi più potente perché ogni tanto il segnale è debole, ma non è che sono senza.

Quello che mi ha fatto un po’ riflettere è stato quel “Sa, oggi le persone hanno confuso straordinarietà con ordinarietà” che quel bravo giovine che mi ha contattato s’è lasciato sfuggire mentre conversava con me.

Io non so quante persone abbiano così fretta di avere di più.

Però so una cosa: che abituarsi ad avere il modem (o qualsiasi altra cosa) subito, migliora la customer experience sul momento, ma la peggiora sul lungo.

La migliora perché certo, avrò subito esaudita una richiesta, ma sul lungo abituandomi al tutto e subito sarò meno incline a comprendere le ragioni per cui questo non può avvenire, pagandone probabilmente in empatia, fatalismo e umanità.

No, stavolta no.

Il modem portatemelo pure lunedì, va bene così.

Domenica si sta con la famiglia, ci si rilassa, si coltiva la propria umanità, non si portano i modem. E spero che il mio “no” contribuisca a liberare qualche ore di serenità al ragazzo che avrebbe dovuto portarmelo.

Certo, sono un cliente strafelice di una grande Telco che mi mette al centro, e non la abbandonerò tanto facilmente. Ma non lo avrei fatto manco prima, perché in fondo è bastato già ricevere una telefonata per fissare l’appuntamento a 14 ore dal mio ordine di cambio.

Però ecco, ci sono barriere che non andrebbero superate.

E alla mia telco, da cliente fedele, oggi vorrei dire “Aiutateci a riabituarci all’umanità”. Con precisione, educazione e rispetto, ma non con questa fretta esasperante di farci sentire in un paese dei balocchi dove tutto sembra essere a portata di mano.

Quel modo lì non può essere eterno e ha dei costi che ancora, forse, non stiamo capendo fino in fondo.

Torno a scrivere, in questo sabato di fine agosto.

Oggi era un modem.

Domani chissà.

Foto di Lorenzo Cafaro da Pixabay


Lo sai che oggi faccio anche il Consulente di #BrandRegenerationContattami per parlarne 🙂

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