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UN PO’ DI LIBRI CHE STO LEGGENDO

Non ci sono recensioni vere e proprie, quando scrivo di libri, ma semplicemente pareri e spunti per chi ha voglia di leggere un po'.
Pubblicato il 5 Marzo 2022

Allora, c’è da dire che il tema della lettura mi è caro, anche se le tratto pochino.

I libri mi piace comprarli, sfogliarli, guardarli, prima che leggerli, perché sono un po’ il segno che in un contesto sempre più caotico l’uomo ricerca continuamente di lasciar una traccia di sé, qualunque sia il tema su cui si cimenta.

Parlare di libri quindi è un po’ parlare di noi, no? Anche quando a scriverli sono gli altri.

Quest’inverno di libri belli ne ho presi un po’, ma ne cito quattro, come al solito pescando fra lavoro e interessi personali (che a volte collimano, a volte no).

Libri per lavorare…

Parto dai testi che sto sfogliando in queste settimane per aggiornarmi un po’. Entrambi sono editi dagli amici di Franco Angeli, e uno in particolare mi è caro se non altro perché a scriverlo è un amico.

Massimo Canducci è uno dei massimi esperti di innovazione in Italia, l’ho sentito parlare tante volte e tante volte mi ha ispirato. Quando ho saputo che sarebbe uscito in libreria con il suo “Vite aumentate – Le tecnologie e il futuro che ci aspetta“, mi sono rallegrato, se non altro perché fra tutte le pubblicazioni che ogni anno vengono proposte, la sua è sicuramente una di quelle che può dare qualcosa in più.
In effetti, il suo testo è uno spaccato abbastanza chiaro di cosa ci attende nel match fra quotidianità e tecnologia, fra innovazione digitale e nuove frontiere cibernetiche: un mondo dove l’uomo si muoverà in una forma diversa, più distribuita, forse anche più consapevole.
Nella speranza, mi viene da aggiungere, che tutte le possibilità che può offrire questo arricchimento possa illuminare le coscienze, magari di chi oggi continua a pensare alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.

Un altro libro che mi ha incuriosito l’hanno scritto due persone che non conosco personalmente, Patrizia Musso e Maria Luisa Bionda, ma la collana è di quelle importanti (se non altro perché è la stessa del mio Transmedia Experience): “Brand Renaissance. Nuove tecniche per rivoluzionare la comunicazione organizzativa” è un titolo che ha incuriosito (se non altro perché mi ha ricordato il motivo per cui sono tornato a fare consulenza) e che devo confessare non ha smentito l’iniziale sensazione che fosse un bel libro.

Il testo scorre veloce e riesce a catturare l’attenzione, offrendo dei punti di vista estremamente utili a chi ha interesse a portare in azienda un’evoluzione che coinvolga la leadership e si estenda alle persone che l’azienda la costruiscono giorno per giorno. Molto interessante poi le riflessioni su Millenials e GenZ e le trasformazioni portate dalla pandemia, con molti riferimenti a pensieri e desiderata che non nascondo, sono anche miei.

… e per aprire la mente

Il 27 dicembre scorso ho fatto 40 anni, e un mio carissimo amico e collega mi ha regalato un libro edito qualche anno fa da minimum fax (chi è assiduo del Salone del Libro ha ben presente le bellissime feste del venerdì organizzate da questa piccola grande casa editrice) su un tema che mi ha sempre affascinato. “Brilliant orange. Il genio nevrotico del calcio olandese” di David Winner racconta la genesi di un movimento che ancor oggi raccoglie adepti e segna il modo di intendere il gioco del calcio, dove il risultato è la logica conseguenza di un modo di intendere la prestazione e la bellezza del gesto atletico, singolare e collettivo.
Personalmente, da amante di questo sport, rivedo moltissimo dell’evoluzione del football in ambiti totalmente diversi come l’azienda o lo Storytelling. Non è un caso che è da lì che con Riccardo abbiamo pescato la dicitura “Narrazione Totale” 🙂

Infine, un romanzo, perché senza romanzi non si va da nessuna parte. È stato un regalo, “Crossroads” di Jonathan Franzen, di quelli che ti aspetti a Natale e puntualmente arrivano. Uno di quei libri che Einaudi pubblica con la sicurezza di chi sa che sta proponendo qualcosa di prezioso: i romanzi di Franzen, in effetti, lo sono, soprattutto per chi ama scrivere. La sua lettura è un’avventura che anche i lettori meno allenati possono tentare, se non altro perché, superato il turbamento di aver a che fare con un libro da oltre 500 pagine, la storia è quella tipica dei grandi romanzi americani.

Per la prossima stagione ho altri libri che mi aspettano. Se volete, ci rivediamo su questi schermi per i prossimi consigli di lettura!


Lo sai che oggi faccio anche il Consulente di #BrandRegeneration? Contattami per parlarne 🙂


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